La Carbon Footprint quale sintesi delle emissioni di CO2 ed altri gas climalteranti di un singolo prodotto è un indicatore importante della sostenibilità ambientale del vino ed è necessario che le aziende e le produzioni vitivinicole italiane siano in grado di comunicarla sui mercati internazionali in maniera adeguata e tempestiva. I sottoscrittori di questo documento di intesa si impegnano a porre in essere tutte le azioni necessarie affinché lo studio della Carbon Footprint sia basato sui seguenti principi:

Decalogo della Carbon Footprint del Vino
1. E' fondamentale che lo sviluppo della Carbon Footprint favorisca innanzitutto il miglioramento interno e l'innovazione volti alla riduzione delle emissioni e solo come ultima opzione la compensazione esterna;
2. E' altresì fondamentale promuovere e sostenere a livello locale, nazionale ed internazionale un approccio omogeneo allo studio ed alla certificazione della Carbon Footprint;
3. Si riconosca un ruolo prioritario per lo studio della Carbon Footprint alle norme ISO 14064 (e futura ISO 14067) ed al protocollo Ita.Ca. (in coordinamento con IWCC, Bilan Carbone ed il futuro protocollo della O.I.V.);
4. Si definiscano i confini di analisi della Carbon Footprint in maniera omogenea per tutti i casi di studio ed in particolare considerando sempre, oltre alle emissioni legate al consumo diretto ed indiretto di energia, quelle emissioni indirette derivanti dall'uso di tutti i materiali acquistati lungo il processo produttivo e di tutti i trasporti a monte ed a valle del processo produttivo;
5. Essendo il vigneto un sistema complesso, la quantificazione dell'assorbimento dello stesso sia ottenuta utilizzando metodi/protocolli che privilegino l'approccio ecosistemico (atmosfera-pianta-suolo);
6. Nella metodologia di analisi di Carbon Footprint del Vino che adotta l'approccio ecosistemico per la quantificazione degli assorbimenti del vigneto, si dovrà includere il calcolo di quelle emissioni dirette derivanti dall'uso di materiali sottratti al vigneto quali principalmente uva e sarmenti;
7. La presenza nelle aziende vitivinicole di patrimoni arbustivi non strumentali alla produzione di vino non può essere compresa nel campo d'azione della sua analisi della Carbon Footprint;
8. La comunicazione della Carbon Footprint, soprattutto se rivolta al consumatore deve rispettare i principi di verificabilità e trasparenza; in particolare devono sempre essere resi disponibili i metodi/protocolli utilizzati;
9. Nella comunicazione al consumatore della Carbon Footprint, devono essere sempre forniti in maniera disaggregata i dati relativi agli assorbimenti del vigneto;
10. La verifica di parte terza è fondamentale per garantire che la Carbon Footprint del Vino sia completa, omogenea e paragonabile, elementi essenziali per fare di questo strumento di analisi una leva per lo sviluppo sostenibile del settore.